AMAMI, basta con la lapidazione mediatica medici

Roma, 21 giu. – “Basta con la lapidazione mediatica dei medici”:

Questo il messaggio al centro della denuncia di Maurizio Maggiorotti, presidente dell'Associazione Medici Accusati di Malpractice Ingiustamente (Amami), che, sull'onda di recenti fatti di cronaca, ha puntato il dito contro l'assenza di un sistema normativo che disciplini l'atto medico e la pubblicazione in alcuni siti e social network di nomi e foto dei medici accusati. "Nonostante le continue richieste dell'Amami - riferisce in una nota l'Associazione - l'atto del medico continua a non essere definito e disciplinato dalla legge italiana e, in virtù di questa mancanza, dettano legge le varie sentenze. Da tempo e' stato stabilito dalla Cassazione che l'intervento medico, anche quando eseguito nell'interesse del paziente, è sicuramente illecito, se il sanitario non riuscirà a dimostrare di essere stato esplicitamente autorizzato a compierlo. A causa di questo vuoto legislativo, i medici vengono inquisiti per lesioni e omicidi colposi e devono confrontarsi con il processo penale, a differenza dei colleghi esteri".

Per Maggiorotti, "l'attuale clima di caccia alle streghe e di lapidazione mediatica", legittima quelli che sentendosi vittime della malasanità, pensano di potersi fare giustizia da soli. "Come padre e come medico - sottolinea - posso immaginare il dolore di chi perde il proprio figlio e il solo pensiero è straziante. Ma, capisco anche cosa possano provare i sanitari coinvolti in questi drammi e che per giunta si vedono linciati su Facebook, ancor prima che siano accertate le loro responsabilità", aggiunge Maggiorotti, riferendosi al noto social network nel quale nei giorni scorsi è stata pubblicata la foto di un medico etichettato come il 'dottor Morte'. "Si è passato il limite e adesso un colpevole c'è sicuramente. Che la magistratura indaghi e che paghi chiunque abbia sbagliato, sia esso il medico o chi vuole vendicarsi. Amami ha da tempo le soluzioni - conclude Maggiorotti - basterebbe ascoltarle".

(Adnkronos Salute)

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 22/06/2011